Caffè alla valdostana

 

Versando lo zucchero, la grappa e il Genepì, bisogna cospargere anche i beccucci e l’orlo della coppa.
 Nel momento in cui viene servito bisogna accendere il fuoco
Per avere un fuoco più intenso cospargere i beccucci di grappa prima di accenderlo e facendo attenzione a non esagerare
Il fuoco va spento quando lo zucchero diventa caramellato, semplicemente mettendo il coperchio alla coppa 

Detto anche caffè alla montanara, consiste in un vero e proprio rituale: la bevanda calda viene servita in una tipica coppa di legno artigianale detta coppa dell'amicizia, dotata di coperchio e beccucci in modo da essere usata collettivamente per bere a tutte le ore e soprattutto in compagnia!

Tempo di preparazione: 10 minuti
Dosi per: 4
Difficoltà: media

Ingredienti
4 tazzine di caffè
4 cucchiai di zucchero
4 bicchierini di grappa
1 bicchierino di Genepy
1 scorza di arancia
1 scorza di limone
canella a piacere

Per preparare un ottimo caffè alla Valdostana è opportuno seguire il seguente procedimento:

--preparare il caffè con la classica moka e nel frattempo scaldare a bagnomaria la grappa e il Genepì.
--Appena è pronto il caffè, versarlo nella coppa, aggiungere la grappa e il Genepì, quindi lo zucchero, la cannella e le scorze di limone ed arancio. Ovviamente versando lo zucchero, la grappa e il Genepì, bisogna cospargere anche i beccucci e l’orlo della coppa.
--Mescolare con cura il caffè e lasciar riposare tutto per alcuni minuti.
--Nel momento in cui viene servito bisogna accendere il fuoco.
Il fuoco va spento quando lo zucchero diventa caramellato, semplicemente mettendo il coperchio alla coppa.

Essenziale per il caffè alla valdostana è la coppa dell’amicizia!

Importante: Non lavare mai la coppa dell'amicizia con l’acqua ma semplicemente pulirla con un panno umido. Ovviamente per questo motivo non devono essere lasciati residui di caffè al suo interno.

Bevendo “à la ronde”, dai beccucci, in senso antiorario, si creerà una complicità ed un’atmosfera per una serata davvero indimenticabile!

Olio di noci

L'olio di noci Dinus Donavit 100% valdostano è ottenuto dalla spremitura a freddo di noci raccolte esclusivamente in Valle d'Aosta. Le sue qualità nutrizionali eccezionali, oltre alle sue ottime qualità gustative, ne fanno un condimento ideale per insaporire numerosi piatti.
L'olio di noce è indispensabile in cucina per profumare insalate, carni e pesce. E' prodotto secondo antiche ricette e ottenuto dalla spremitura a freddo di noci raccolte sul territorio valdostano, per mantenere tutte le sue qualità nutrizionali e gustative.
E' ricco di acidi grassi essenziali, quali omega 3 e omega 6, raccomandati nella prevenzione delle malattie cardiovasculari e di vitamina E, che combatte l'invecchiamento delle cellule.
Informazioni nutrizionali:
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Prodotti Tipici Valle d'Aosta

Antichi sapori, antichi profumi, antichi mestieri, ecco il fascino della Valle d'Aosta raccontato in questo sito. Segreti custoditi per millenni tra le montagne di questa regione piccola ma con un fascino unico che la ricerca del mangiar sano sta riscoprendo. Oggetti che profumano di legno lavorato dalle mani sapienti degli artigiani locali, formaggi preparati con le tecniche tramandate dai padri ai figli, salumi naturali, vini che hanno il sapore della montagna e molto altro potrete scoprire visitando nostro sito www.prodottitipicivalledaosta.it
Potrete realizzare voi stessi i gustosi piatti acquistando i prodotti direttamente dal sito. Vendita on-line di prodotti di eccelenza valdostana: Lardo dalla tradizione di Arnad, il Re della tavola valdostana, Insaccati di suino, bovino, equino, selvaggina

La noce

Frutta secca salutare e deliziosa, materia prima per l’olio
Come tutta la frutta secca, la noce ha un alto valore energetico e i suoi grassi, essenzialmente polinsaturi, sono indicati nella prevenzione delle patologie cardiovascolari e dei tumori e per l’abbassamento dei livelli di colesterolo. Preziose, dal sapore inconfondibile, sono una vera delizia da utilizzare per la preparazione di dolci o da abbinare ai formaggi locali. In Valle d’Aosta, il consumo delle noci non è mai stato abbondante: esse venivano essenzialmente utilizzate per produrre l’olio, un condimento che nei secoli scorsi si impiegava regolarmente, ma che con il passare del tempo, sia a causa della grande quantità di frutti necessari per ottenere pochi litri di prodotto, sia in seguito all’introduzione sulle tavole di nuovi sapori, ha fatto un po’ perdere le proprie tracce. Da qualche anno, però, nella regione, si sta lavorando per preservarne la memoria e riabituare gli intenditori al suo utilizzo.

L’artigianato

L’artigianato rappresenta una delle espressioni più caratteristiche della Valle d’Aosta. La produzione artigianale è diffusa, diversificata e raggiunge punte di autentica eccellenza. Legata al territorio e alle tradizioni, da cui trae materiali ed ispirazione, è anche un mezzo per meglio conoscere l’anima della nostra regione.

Un tempo la realizzazione artigianale di attrezzi d’uso quotidiano era una costante in una società “autarchica” con limitati scambi commerciali. In particolare durante l’inverno, quando i lavori in campagna erano ridotti, venivano fabbricati in casa strumenti di lavoro, attrezzi d’uso domestico, giocattoli, tessuti, abiti, ecc.
In legno si fabbricavano strumenti di lavoro (rastrelli, scale, botti, zanghere), oggetti per la cucina (piatti, cucchiai, scodelle, coppe, fasciere per la fontina, forme per il burro, ecc.), per gli animali (collari in legno per i campanacci delle capre) e per la casa (arcolai, telai), calzature (zoccoli, sabot), giocattoli (mucche, cavallini con le ruote, trottole) e tanto altro ancora.

L'artigianato valdostano rende omaggio a Papa Francesco con degli oggetti tipici
papa francesco

Spesso questi oggetti erano abbelliti da intagli. Le decorazioni più comuni erano costituite da disegni geometrici eseguiti col compasso, rosoni, ruote solari ed altri simboli di antica origine.
Alcuni oggetti (stufe, mortai, pestelli, pentole) venivano realizzati al tornio, utilizzando la pietra ollare, una roccia tenera, di colore grigio-verde, diffusa in bassa Valle d’Aosta e nelle valli di Champorcher, Valtournenche, Val d’Ayas.
Ceste di tutte le dimensioni, gerle ed altri contenitori venivano realizzati intrecciando salici e, in alcune località, rami di nocciolo.
Caratteristiche della valle walser di Gressoney sono le pantofole di stoffa (dette sock o pioun), confezionate un tempo con lo spesso tessuto degli abiti dismessi. La suola è realizzata con vari strati di stoffa trapuntata che le rendono morbide e calde.
Se un tempo la produzione era prevalentemente di oggetti d’uso pratico, oggi la maggior parte delle opere è rappresentata da sculture, pannelli scolpiti ad alto e bassorilievo, suppellettili ornamentali, oggetti decorativi come fiori realizzati con legno, pigne ed altri materiali naturali.

artigianato

I soggetti delle sculture a tuttotondo e dei pannelli sono spesso ispirati alle attività tradizionali e alla vita contadina. Molto presenti sono le figure animali o di santi. Pezzi unici molto belli sono talvolta ricavati con pochi colpi di coltello, utilizzando rami contorti, nodi o cortecce creati dalla infinità fantasia della natura e lavorati dall'azione del tempo. Gli oggetti tradizionali in legno intarsiato hanno solitamente perso la propria funzione pratica e vengono utilizzati prevalentemente come soprammobili.
La produzione contemporanea si rifà ai modelli tradizionali, talora con rivisitazioni in stile più moderno, ma è sempre legata a stilemi locali. Alcuni artigiani svolgono questa occupazione per hobby, per molti è un’attività lavorativa complementare, in pochi sono professionisti a tempo pieno. La produzione affianca quindi opere semplici, in stile naïf o primitivo, ad altre più raffinate, fino a vere e proprie opere d’arte.

Grolla

grolla

La grolla è probabilmente il prodotto artigianale più noto della Valle d'Aosta (se non altro per le Grolle d'oro, l'importante premio giornalistico indetto dall'Amministrazione regionale). Fondamentalmente è un calice da vino, con coperchio, ricavato da un pezzo di legno pregiato. Viene realizzata al tornio e successivamente decorata a mano. Il termine grolla deriva da “graal” che in lingua d’oil significa recipiente, coppa. In origine la grolla era una semplice coppa per bevute conviviali e si è evoluto fino a diventare l'oggetto odierno, utilizzato ormai come soprammobile e portagioie anziché come calice per bere.

Coppa dell'amicizia

coppa

Non bisogna confondere la grolla con la coppa dell'amicizia. Anche questa è un'elaborazione della tradizionale ciotola in legno, una semplice scodella munita di due manici. Più bassa e panciuta della grolla, è munita di beccucci ed ha il coperchio abitualmente scolpito. Viene impiegata essenzialmente per il "caffé alla valdostana”, caffé misto a grappa (a volte con l'aggiunta di génépy), zuccherato e speziato, che viene servito fiammeggiante. E' simbolo di amicizia e convivialità e si beve rigorosamente “à la ronde”.
Se il legno era e rimane la materia prima più utilizzata, la produzione artigianale tipica comprendeva anche la lavorazione del ferro battuto e del cuoio.

In Valle d’Aosta, già in epoca pre-romana erano sfruttate delle miniere di ferro. In passato esistevano numerose forge, sparse in tutta la regione. Gli oggetti in ferro andavano dai chiodi agli attrezzi agricoli, passando per chiavi, maniglie e serrature. Oggi sono ricercati attizzatoi ed altri strumenti per i caminetti.

Campanacci Valdostani

campanaci

La produzione in cuoio, oltre a borse, calzature e cinture, comprende collari decorati per i campanacci delle mucche. Un’antica conceria era sita nel centro di Aosta, dove sorge l’attuale “Maison Savouret”, nei pressi della Tour de Bramafam.
La Selleria “Le Cuir” esiste dal 1979 ma le origini di questa attività risalgono ad una famiglia di Aosta che fin dal 1871 si occupava della produzione e commercializzazione di zoccoli. Fabrizio Martini è impegnato in questo settore artigianale dal 1985 e attualmente conduce questa piccola azienda con la moglie.

Ceramica

Modi personali di lavorare materiali, quali la ceramica ed il legno, nascevano dalla necessità vitale per le popolazioni alpine di produrre strumenti di lavoro e per la casa. Queste lavorazioni si sono perfezionate nel tempo e sono state tramandate per generazioni.
Atelier Derby Legno Ceramica per la produzione scelgono solo le migliori materie prime che insieme alla manualità di artigiani nell'eseguire le piccole opere e ad un design innovativo, rendono ogni oggeto unico e prezioso.
La produzione in ceramica e legno di oggetti per la tavola, da regalo e d'arredamento, viene lavorata interamente a mano e risponde alle esigenze attuali quali l'ecologia, la modernità e la tradizione.
Idee regalo: Coppa dell'amicizia 6 becchi, Mucca grande bosquet, Mucca piccola pezzata, Cavallino in ceramica, Tatà in ceramica...

Tessuti
Un tempo anche i tessuti erano in buona parte prodotti in loco, utilizzando la lana e la canapa coltivata e lavorata in loco. In alcune zone si sono conservate alcune produzioni tradizionali. A Valgrisenche si continua a tessere il drap, un tessuto di lana grezza, realizzato a mano su antichi telai in legno.

pizzo cogne

A Cogne le donne ancora sanno intrecciare complesse dentelles, i pizzi al tombolo la cui lavorazione venne introdotta nella valle durante il medioevo da monache cluniacensi. A Champorcher si continua la produzione di fini tessuti in canapa, anche qui su tradizionali telai in legno e corda. Nella località si osservano ancora, oltre a telai originali, i mulini dove la canapa veniva lavorata con lunghi e complessi procedimenti.
Per ammirare - ed eventualmente acquistare - pezzi della produzione artigiana valdostana, il momento ideale è la Fiera di Sant'Orso, che si svolge nelle vie del centro storico di Aosta, il 30 e 31 gennaio di ogni anno. Due domeniche prima si tiene nello storico borgo di Donnas la Fiera del legno, quasi un'anteprima della Sant'Orso aostana.
Interessante e rappresentativa è anche la fiera estiva che, insieme alla Mostra concorso dell'artigianato, si tiene ad Aosta nel mese di agosto. Rassegne minori si svolgono in diverse località della regione. 

Funghi

Conservazione a mezzo essiccazione

Materia prima: tutte le varietà di funghi commestibili.
Tecnologia di preparazione: Questo è un sistema di conservazione che consente di mantenere a lungo i funghi in quanto con l'essicazione viene eliminata l'acqua che impregna i tessuti senza per questo alterarne la struttura. Per ottenere un buon risultato procedere come segue: Pulire bene i funghi, possibilmente senza lavarli, eliminando le parti fibrose o coriacee. Tagliarli a fettine dello spessore di 3-5 mm e disporli, ben distanziati l'uno dall'altro, su telai o graticci sistemati all'ombra in luogo asciutto e ventilato - l'esposizione diretta al sole provocherebbe un annerimento della carne rigirandoli periodicamente fino, a completa essiccazione.

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Dolci

Le materie prime dei dolci della Valle d’Aosta sono quelle di montagna: latte e panna, castagne e miele, mele Renette e pere Martin Sec, con l’aggiunta di mandorle e spezie, cioccolato e caffè, transitate dal Mar Mediterraneo all’Europa d’oltralpe.
Le Tegole

Una specialità tipica della regione sono le Tegole d'Aosta, dolcetti dalla forma ondulata come le tegole di terracotta dei tetti delle baite, che fecero la loro comparsa negli anni ’30. La ricetta di questo dolce, un tempo tipicamente natalizio, fu probabilmente appresa dai pasticceri della famiglia Boch durante un soggiorno in Francia. Le Tegole - lavorate prevalentemente con nocciole, zucchero, albume d’uovo, farina, ed, eventualmente, mandorle e vaniglia. In fase di lavorazione, la pasta deve essere omogenea e piuttosto morbida, per poterla “spatolare” in sottili forme circolari. Questi piccoli biscotti tondi e friabili, creati dai pasticcieri valdostani nel 1930, sono divenuti la specialità dolciaria di questa piccola regione alpina; si possono gustare anche accompagnate da crema pasticciera, gelato o cioccolato fondente.

Paste di Meliga



Le Paste di Meliga, dorate, croccanti e profumate, ottenute secondo una antica ricetta tradizionale delle vallate cuneesi, devono il loro nome alla farina di mais, melia o meliga in dialetto piemontese, che ne è un importante ingrediente. Prodotte artigianalmente con materie prime altamente selezionate, sono perfette per la prima colazione, ma ideali da sgranocchiare in ogni momento della giornata e squisite ed irresistibili. In passato le paste di meliga venivano consumate a fine pasto inzuppate in un bicchiere di buon Barolo, oggi anche in un passito o un moscato. Sono ottime anche a colazione.
Torcettini di Saint-Vincent

Classico souvenir della regione sono i Torcettini di Saint-Vincent, piccoli biscotti di pasta frolla attorcigliati, prediletti anche dalla regina Margherita.


Caffè alla valdostana

Il “caffè alla valdostana” è un’altra perla di questa terra.
Il rituale preparatorio del caffè valdostano prevede che la “coppa dell’amicizia”, bassa e panciuta, con quattro, sei, otto o più beccucci, venga riempita di caffè bollente, al quale poi sono aggiunti buccia di limone e grappa. Una volta dato fuoco alla bevanda, mentre l’alcol brucerà, attraverso l’apertura centrale verrà fatto scivolare dello zucchero già predisposto sul bordo. A questo punto ciascun commensale potrà consumare a turno, da un diverso beccuccio, il suo caffè.

Una novità che unisce la tradizione valdostana al modo italiano di fare un buon caffè
Caffettiera lunika


Disegnata negli anni 30 la caffettiera espresso è l'ultima vera invenzione tra i vari procedimenti per fare il caffè in uso sul nostro pianeta. Caratterizzata dalla velocità di esecuzione, dalla quantità ristretta e dalla concentrazione di profumo e di gusto della bevanda prodotta essa è considerata non solo il simbolo del caffè all'italiana ma anche il tipico modo di fare il caffè nei paesi europei dell'area mediterranea. Questa caffettiera espresso pensata nel 2005, progettata e brevettata nel 2010 prendendo spunto dalla Coppa dell'amicizia Valdostana unendo l'esperienza Cusiana dov'è nata la MOKA: è prodotta con caldaietta in acciaio INOX 18/10 e la sua peculiarità è il contenitore del caffè in puro legno massello, un materiale termico e non ultimo gradevole alla vista e al tatto Questa caffettiera può essere utilizzata su fornello a gas, piastre elettriche, piastre in vetroceramica e piastre a induzione. LUNIKA è disponibile in due versioni: da 3 e da 6 tazze
Un'idea regalo davvero UNIKO per ogni occasione

Il génépy

In Valle d’Aosta la produzione dei distillati di erbe di montagna richiama antiche tradizioni. Le erbe alpine che fioriscono a quote elevate e sono note per le proprietà terapeutiche, comprendono essenze peculiari quali l’artemisia glacialis e l’artemisia weber, componenti base del génépy, il famoso liquore valdostano. Il suo aspetto cromatico - giallo verdolino, il profumo balsamico e il gusto pieno e amarognolo derivano proprio dalle caratteristiche di quelle piantine, raccolte con parsimonia nelle morene dei ghiacciai (ad oltre 2000 m di quota), per poi essere selezionate ed essiccate con meticolosità certosina. Questo pregiato “elisir” si ottiene facendo macerare in alcool, per diversi giorni, la parte migliore delle erbe essiccate. Il génépy ha un sapore unico, tipicamente alpino, e, sorseggiato a fine pasto, è un ottimo digestivo.

La grappa

Distillato genuino, dal profumo sottile e dal sapore unico
Se in termini di qualità la produzione di grappa eguaglia quella vinicola, essa è decisamente più modesta in termini di quantità. La grappa è un’amica fedele per il montanaro, ideale digestivo dopo i ricchi pasti a base di specialità locali. La tipicità della produzione e una particolare regolamentazione regionale consentono, entro certi limiti, la distillazione delle vinacce per il consumo familiare. Gli alambicchi e gli altri attrezzi del mestiere sono all’opera nel periodo tardo autunnale (novembre e dicembre) e, insieme ai parenti e agli amici, seguendo una procedura pressoché rituale, inizia la produzione di questo nettare trasparente, dal profumo sottile e dal gusto secco. Alla tradizione familiare si aggiunge oggi anche la produzione aziendale, che ha permesso l’ampliamento della gamma pur continuando a rispettare i metodi d’antan che conferiscono al distillato un sapore e una genuinità unici nel genere.

Miele

Grazie alla grande varietà di fiori ed erbe alpine, in tutta la regione è particolarmente ricca la produzione di miele, caratterizzato da un ridotto contenuto di acqua e distinto in relazione alla provenienza del nettare, raccolto tra giugno e agosto.
Il miele della Valle d'Aosta è lavorato all’antica e non subisce alcun trattamento termico, così mantiene inalterate le sue proprietà organolettiche.
L ’apicoltura, in Valle d'Aosta, è prevalentemente nomade: gli alveari sono portati in diversi ambienti montani, dal fondovalle a quote superiori. In tal modo, le api raccolgono nettare e polline da molte specie diverse.
Il miele di rododendro, chiaro e con tendenza a cristallizzare finemente, è delicato e tenue; è ideale per essere consumato da solo o con pane di segale e burro, o per dolcificare le tisane.
Quello di castagno, più scuro e con un retrogusto amarognolo, si sposa bene con le castagne lessate o i formaggi a lunga maturazione.
Il miele di tarassaco, di colore giallo intenso, è dolce e ha un apprezzato retrogusto ammoniacale; quello di tiglio, puro e ambra chiaro, sprigiona un leggero retrogusto mentolato; quello di melata è scuro e ha gusto fruttato.
Il miele di millefiori di montagna è ricco di essenze nettarifere che ne caratterizzano colore e intensità gustativa.

Lardo

Il lardo viene lasciato a stagionare per almeno tre mesi ed è durante questo periodo di riposo che il prodotto si concretizza, assumendo il profumo e le tanto apprezzate caratteristiche organolettiche che lo contraddistinguono. La sua tessitura è compatta ma al tempo stesso morbida; al taglio ogni fetta è bianca, talvolta il cuore è leggermente rosato, con una possibile venatura di carne in superficie. Questa particolare consistenza fa sì che il prodotto si sciolga in bocca, sprigionando un sapore gradevolmente dolce. Il Lard d’Arnad DOP viene venduto, a pezzi o affettato dal salumiere, oppure confezionato sotto vuoto nelle diverse pezzature, o ancora tagliato a piccoli cubi e conservato in contenitori di vetro.
Lard douce de Boursa

Alle erbe di montagna
Lardo suino salato con aggiunta di erbe di montagna.
Dolce come un Jambon.
Al ginepro
Lardo di suino salato con aggiunta di ginepro e stagionato come un Jambon.


PancettAosta

Pancetta tesa, dolce, alle erbe di montagna.

Insaccati e Salumi

Coppa al Ginepro


La Coppa al ginepro è uno dei fiori all'occhiello della produzione Bertolin. Morbida e omogenea, dalla forma cilindrica, leggermente schiacciata alle estremità, richiede un accurata rifilatura e un attenta asportazione del grasso.
Al taglio sprigiona l inconfondibile profumo dolce e aromatico del ginepro, con le cui bacche viene messa a "riposare" per almeno 45 giorni e che le conferiscono un irresistibile freschezza e fragranza.
Completa la sua preparazione una stagionatura di non meno di cinque mesi. Ne risulta un prodotto compatto e omogeneo, dal sapore delicato che si affina con il procedere della maturazione.

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La Mocetta

Un piacevole antipasto: carne essiccata, tenera, gustosa e aromatica
La mocetta, carne essiccata di bovino, camoscio, cervo o cinghiale, è nata dall’antica esigenza di conservare a lungo la carne per il fabbisogno invernale della famiglia. Si presenta, allo sguardo, tenace e corazzata ma, in bocca, diventa tenera e gustosa. Preparata con tagli crudi interi, compatti e poco grassi, viene lasciata a macerare con erbe aromatiche di montagna, accompagnate al sale, alle spezie e altri aromi naturali; così rimane per una ventina di giorni, interamente ricoperta dalla salamoia e pressata da un peso posto sul coperchio del contenitore. In seguito si procede alla sua stagionatura, appendendo le porzioni di carne in luoghi freschi e ben arieggiati, per un tempo che varia da uno a tre mesi, a seconda della dimensione del prodotto. La mocetta va servita come antipasto, tagliata a fette sottili e accompagnata dal tipico pane di segale locale.

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I Boudin

Un gusto raffinato insaccato in contenitori naturali
I boudin rientrano tra i grandi classici della tradizione valdostana e ancora oggi vengono preparati osservando scrupolosamente le antiche ricette tramandate da generazioni. Questo particolare salume è prodotto con patate bollite, pelate a mano e lasciate raffreddare, alle quali vengono aggiunti cubetti di lardo, barbabietole rosse (ottimo conservante naturale), spezie, aromi naturali, vino e sangue bovino o suino. L’impasto viene insaccato in sottili budelli naturali prima legati a mano, poi appesi ad essiccare per un paio di settimane. Considerato, un tempo, un cibo povero, oggi costituisce uno degli alimenti caratterizzanti delle tavole valdostane. Ottimo come antipasto freddo, può essere servito bollito, abbinato alle patate rosse di montagna; in alternativa, cotto al forno per una quindicina di minuti, quando è ancora fresco, diviene una vera delizia anche per i palati più raffinati.

ENOGASTRONOMIA

Féhta dou lar d'Arnad

Sperimentare un sapore unico fra tradizione e colori

lardo d'Arnad
L'ultimo fine settimana di agosto si festeggia ad Arnad la “ Féhta dou lar”, una tradizione che si ripete da quasi trent’anni e richiama migliaia di turisti. La "Sagra del lardo", è l’occasione ideale per degustare il famoso “Valle d’Aosta lardo di Arnad DOP”, unitamente ai piatti tipici ad esso legati. La festa si svolge in località la Keya, in una radura che ospita piccoli chalet in legno, decorati per l’evento con fiori e panni di canapa ricamati. Uno scenario invitante ma soprattutto goloso, dove il lardo, grande protagonista delle tavole valdostane, può esprimere al meglio le sue peculiarità organolettiche. Il piacevole sapore di questo salume ricorda le erbe usate per la sua preparazione: ogni fetta è bianca al taglio, con un possibile strato di carne e un cuore leggermente rosato. Il suo processo di produzione, affinato negli anni e tramandato per generazioni, contribuisce a conferire al prodotto caratteristiche uniche. Durante la festa, i produttori locali offrono ai visitatori assaggi non soltanto del prezioso lardo, ma anche di altri prodotti tipici quali vini, formaggi e dolci. Da alcuni anni si svolgono anche dei laboratori del gusto che consentono ai visitatori di approfondire la conoscenza dei prodotti e di assaporarli nei loro abbinamenti ideali.

Festa delle mele di Antey e Gressan

Assaggi e cultura di tutte le “anime” della pomme valdostana

festa delle mele
Alla mela, il frutto più coltivato in Valle d’Aosta, sono dedicate due importanti sagre autunnali: la Festa delle Mele di Gressan e Melevallée ad Antey-Saint-André. Due iniziative che si tengono ogni anno, rispettivamente nella prima e seconda domenica di ottobre, in un clima di festa che coinvolge partecipanti numerosi ed entusiasti. Un momento d’incontro fra cultura e tradizione che vuole sensibilizzare i cittadini alla salvaguardia delle risorse genetiche vegetali, ma anche un’occasione golosa per assaporare le specialità culinarie realizzate con le differenti tipologie di mela: dalle gelatine, alle marmellate, ai succhi di frutta, al sidro, alle torte e le crostate. A Gressan i festeggiamenti coincidono con il concorso che assegna il riconoscimento alla migliore produzione locale: una giuria di esperti vaglia attentamente l’aspetto, l’integrità e la dimensione delle mele in gara. Ad Antey, invece, nelle vie del vecchio borgo, i sempre più numerosi espositori mettono in vendita delizie di ogni tipo, rigorosamente preparate con le ‘pommes’.

Exposition des vins

Mostra/esposizione: vini pregiati dal territorio valdostano

mostra dei vini Valle d'Aosta
Le migliori produzioni enologiche della Valle d’Aosta, rappresentate da più di trenta aziende vitivinicole locali, fra Caves Cooperatives e Produttori Privati , trovano la giusta collocazione all’Expo Vini, la mostra biennale itinerante (negli anni dispari), che si tiene, in un fine settimana, a fine agosto o inizio settembre. Tre giorni intensi dedicati ai pregiati vini DOC valdostani, i piccoli tesori legati a questo impervio territorio montano che hanno saputo conquistare la fiducia dei consumatori grazie ad una produzione, quantitativamente limitata, ma qualitativamente di ottimo livello. Alla manifestazione sono altresì presenti degli stand rappresentanti le produzioni agroalimentari DOP, come la Fontina, il Lardo d'Arnad, il Jambon de Bosses e altri prodotti tradizionali, oltre ai banchi d'assaggio dei vini provenienti dal Concorso Internazionale Vini di Montagna organizzato annualmente dal CERVIM. L’appuntamento permette al pubblico di conoscere, apprezzare ed acquistare direttamente dai produttori i vini provenienti dai pregiati filari autoctoni, che s’inerpicano sulle pendici dell’asse centrale della regione, da Pont-Saint-Martin a Morgex.

Désarpa

La discesa dagli alpeggi: tradizione e iniziative culturali

desarpa
La fine della stagione estiva è segnata in Valle d’Aosta da un avvenimento tradizionale molto sentito dalla popolazione locale: la désarpa. Dopo una lunga estate vissuta negli alpeggi di alta montagna, ai piedi delle cime più alte d'Europa, le mucche fanno ritorno alle loro stalle di fondo valle. Il giorno della désarpa coincide, per tradizione, con la festa di San Michele, così ogni anno, il 29 settembre, la transumanza dei bovini rappresenta un momento importante per la vita dell'allevatore, nonché un giorno di festa da condividere con tutta la popolazione. Da alcuni anni, l’Amministrazione Regionale organizza, con cadenza biennale, una manifestazione dedicata a questo particolare avvenimento: la festa della désarpa, che si tiene ad Aosta nell’ultima domenica di settembre (di tutti gli anni pari); è un’occasione per proporre uno scorcio autentico delle tradizioni del mondo rurale valdostano, attraverso l’incontro con i diretti protagonisti e con i mercanti di formaggi e prodotti tipici che presentano saporite degustazioni a tema. Le folcloristiche iniziative culturali legate all’allevamento alpino accompagnano l’evento verso il momento clou della giornata: il nutrito corteo di bovine che attraversano le vie del centro cittadino aostano.

Marché au fort

La tradizione enogastronomica sullo sfondo del borgo medioevale

bard borgo antico
Nella suggestiva cornice del Borgo medievale di Bard, sovrastato dall’imponente Forte, si svolge, intorno alla metà di ottobre, il Marché au Fort, vetrina enogastronomica di presentazione, degustazione e vendita dei prodotti della cultura alimentare valdostana; una sagra che s’inserisce in un fitto programma di appuntamenti, feste locali ed eventi dedicati alla tradizione agro-silvo-pastorale e gastronomica locale e che, nonostante la “giovane età”, attira molti visitatori. Qui sono esposti ‘tutti i sapori della Valle d’Aosta’, descritti “in diretta” dai produttori che ne illustrano i segreti. I partecipanti, grandi e piccini, sono coinvolti in animazioni e performance lungo le vie del borgo, il tutto contornato dallo splendido paesaggio della bassa Valle d’Aosta, con i suoi caratteristici vigneti, i grandi boschi di castagno e i suoi storici centri, da cui si dipartono le vallate che portano al Monte Rosa e al Cervino sulla sinistra orografica e, sulla destra, a Champorcher e al Parco naturale del Monte Avic.

Sagra della “Seupa à la Vapelenentse”

Una festa che accomuna gusto e tradizione

sagra della seupa valpelline
Tutti a Valpelline sanno d’appartenere al paese della “Seupa à la Vapelenentse”, perché tutti, da sempre, preparano questa gustosa zuppa - a base di pane e fontina - con l’orgoglio di chi è ideatore e “custode” di una ricetta antica. Equiparare la produzione della Seupa à la Vapelenentse alla promozione di un bene culturale contribuisce a connotare il territorio conservandone le tradizioni. Negli anni ’60, quando il turismo s’affacciava appena nella zona, si cominciò a proporre la Seupa à la Vapelenentse quale “piatto tipico”, simbolo di Valpelline, della sua Valle e di tutta la regione. Negli anni seguenti, le sagre di paese, permeate sia dall’aspetto religioso, sia da una componente più festosa - con musica e animazione, fecero della Seupa à la Vapelenentse una vera attrattiva. La sagra della Seupa anima il comune di Valpelline in occasione dell’ultimo fine settimana di luglio, per la ricorrenza del Santo Patrono. La preparazione della Seupa, oggi come in passato, riunisce buona parte del paese, rafforzando così il senso d’appartenenza collettiva e richiamando appassionati e turisti; la sagra è una piacevole occasione per gustare questa e altre specialità locali esplorando i canoni della tradizione. La Seupa à la Vapelenentse, per i metodi di preparazione che rispettano, ancora e sempre le consuetudini del passato, si fregia del riconoscimento di “Denominazione Comunale di Origine”.

Sagra del miele di Châtillon

Evento che celebra le varianti del biondo nettare valdostano

sagra del miele
L’ultima domenica di ottobre il paese di Châtillon si trasforma nella capitale valdostana del miele , ospitando la sagra dedicata a questo prodotto naturale e ai suoi derivati; la via centrale del borgo, ‘invasa’ dalle bancarelle dei produttori locali di Miel du Val d’Aoste, diventa, per un giorno, il luogo prediletto dagli amanti di questo goloso alimento, i quali possono sfruttare l’occasione anche per degustare squisiti dolci a tema. La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, con l’Associazione Consorzio Apistico della Valle d’Aosta e con la Pro-loco, attira ogni anno molti visitatori e coincide con la premiazione del concorso regionale dedicato ai mieli valdostani; i migliori produttori di questi nettari zuccherini ricevono il riconoscimento inerente la categoria per la quale hanno concorso: miele di rododendro, di millefiori chiaro, di millefiori scuro, di castagno, di tarassaco e di tiglio.  In Valle d’Aosta, la tutela del prodotto è affidata al Consorzio Apistico della Valle d’Aosta, mentre la commercializzazione è curata direttamente dagli apicoltori e dalla Cooperativa Miel du Val d’Aoste.

Formaggi tipici della Valle d'Aosta

Numerosi alpeggi sono disseminati sulla parte piu alta del territorio di Aymavilles e si possono raggiungere anche a piedi seguendo i classici tracciati di trekking. Si tratta di pascoli che godono di una invidiabile esposizione. Qui in liberta per tutta l'estate pascolano le mucche nutrendosi di tenera erba e fiori profumati che conferiscono al latte e ai suoi derivati una ricchezza di profumi indimenticabile. Da questo latte cosi ricco e delicato si ottiene la migliore fontina, il burro e altri apprezzati prodotti che si incontrano soprattutto nella semplice cucina familiare.

La Fontina DOP

fontina valle d aosta

Marchio DOP per il principe dei formaggi valdostani
La Fontina è un formaggio che riassume tutti gli aspetti esclusivi del latte crudo e intero e della sua lavorazione; si presenta con una crosta compatta, sottile e marroncina, all’interno della quale è racchiusa una pasta semicotta, elastica e fondente, con occhiatura piccola e scarsa. Il colore è paglierino chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, e tende al giallo più intenso nella produzione estiva. Il sapore è dolce e l’aroma fragrante si accentua con la stagionatura. Si tratta di un formaggio dall’alto valore energetico, ricco di fosforo, calcio e vitamine A e B: un alimento completo, genuino e digeribile.
La sua produzione è regolamentata da un rigido disciplinare che la definisce: un formaggio grasso a pasta semicotta, fabbricato con latte intero di vacca appartenente alla razza valdostana (pezzata rossa, pezzata nera, castana), proveniente da una sola mungitura”. Nel 1996, la Fontina ha ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine Protetta (DOP), che sancisce inequivocabilmente come la sua produzione esclusiva debba avvenire in Valle d'Aosta, zona dalle particolari condizioni geografiche, pedologiche, climatiche, agronomiche e culturali, a tutela dai tentativi d’imitazione. A stagionatura ultimata, dopo una serie di severi controlli, il Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina procede alla marchiatura: le forme contraddistinte con tale marchio sono garantite in termini di autenticità e qualità.

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Formaggi di capra

formaggi di capra

Due peculiari lavorazioni per i formaggi caprini
In Valle d’Aosta, la produzione di formaggi prodotti con il latte di capra è limitata e sono poche le aziende casearie che ne curano la commercializzazione. Due le tipologie lavorate: a pasta molle e a pasta pressata; il processo di preparazione del formaggio a pasta molle prevede che il latte, dopo la coagulazione e la successiva rottura in piccoli grani, venga deposto nelle fascere senza essere pressato e lasciato stagionare in locali ricchi di umidità. Diversa, invece, la lavorazione di quello a pasta pressata, dove il latte viene scaldato prima leggermente e, dopo la coagulazione e la rottura della cagliata, nuovamente, per essere quindi posto in fascere, salato e rivoltato più volte nel corso della stagionatura. Si ottiene così un alimento gustoso, dal sapore particolare. Il latte di capra, apprezzato da sempre nella tradizione valdostana, veniva sovente utilizzato dalle donne per lo svezzamento dei bambini.

Il Seras

seras valle d aosta

Un formaggio di origini antiche per un piacevole consumo
Il Seras è l'ultimo formaggio che si ricava nella catena di caseificazione del latte intero, dopo la produzione della Fontina o della toma. E’ una pregiata ricotta, di colore chiaro e dal sapore leggermente acidulo e sapido. Le sue origine sono antiche, tanto che il suo nome compare su manoscritti e documenti risalenti al 1268: pare, infatti, che i casari di allora lo producessero per le nobili famiglie che dimoravano nei castelli valdostani. Si consuma soprattutto fresco, porzionato a fette e accompagnato con la polenta o con le patate lesse, oppure condito con olio e pepe e abbinato al pane integrale. Impastando il Seras con aglio, olio, sale, peperoncino, ginepro, finocchio e cumino si ottiene il Salignon.


Il Reblec

reblec valle d aosta

Un formaggio delicato, dall'intenso profumo di latte fresco
Bianco, morbido e cremoso, il reblec è un formaggio fresco, di piccola pezzatura, ricavato dalla panna affiorata spontaneamente, alla quale viene aggiunto latte crudo intero.
Il tutto viene riscaldato a 38-39 °C e poi cagliato. Dopo essere stato tagliato e inserito nelle forme, il prodotto viene lasciato asciugare in un luogo tiepido per 12-24 ore.
Il reblec, prevalentemente riservato al consumo familiare, è ottimo come dessert, condito con zucchero o cannella in polvere e, per i più golosi, con una generosa spolverata di cacao.


Il Salignon

salignon - prodotti tipici

L’aroma di una ricotta originale come piacevole antipasto
Il salignön è una ricotta dalla consistenza cremosa e grassa e dal sapore piccante e speziato, ottenuta dal siero residuo della lavorazione casearia arricchito con latte o panna. Impastata con sale, pepe e peperoncino (da qui l’origine del suo colorito rosato), viene ulteriormente insaporita con erbe aromatiche di montagna. Il suo peso è di circa 300 grammi; un tempo la sua breve stagionatura avveniva vicino alla cappa del camino, così da conferire al prodotto una leggera affumicatura. Il salignön è una vera prelibatezza, ma non è facilmente reperibile: lo si può acquistare solamente in pochi punti vendita e in alcuni caseifici. A differenza degli altri formaggi, consumati solitamente a fine pasto, il salignön è servito in tavola soprattutto come antipasto oppure utilizzato per farcire le tipiche “miasse”.


La Toma di Gressoney

toma - prodotti tipici

Un saporito formaggio da tavola di produzione localizzata
La toma di Gressoney è un apprezzato formaggio da tavola, che viene lavorato direttamente negli alpeggi della valle del Lys e del centro valle con metodi tradizionali. Ogni anno se ne producono non più di 1000-1500 forme dalla media pezzatura (4/5 kg), che vengono lasciate stagionare su assi di legno in cantine o grotte, per un periodo che varia dai due ai quattro mesi. Si tratta di un formaggio semigrasso, per la cui preparazione si utilizza latte vaccino, parzialmente scremato; la scrematura avviene per affioramento: il latte munto alla sera viene lasciato riposare in recipienti di rame fino al mattino successivo, permettendo così alla parte più grassa, la panna, di risalire in superficie ed essere asportata con un largo cucchiaio di legno. Il latte residuo è impiegato per preparare questo prelibato alimento dalla pasta compatta e dal gusto saporito.

Il Fromadzo

formadzo - valle d aosta

Il Vallée d’Aoste Fromadzo è un formaggio DOP preparato con latte vaccino di due mungiture, al quale è possibile aggiungere piccole quantità di latte caprino. Le sue forme cilindriche, di colore paglierino con sfumature rossastre, racchiudono una pasta compatta, con occhiature sparse di piccole e medie dimensioni ; la stagionatura avviene in cantine o grotte dalla forte umidità (60-70%), ad una temperatura di 10/15°, per un tempo che varia dai 60 giorni ai 14 mesi. Al gusto, risulta essere un formaggio semidolce quando è fresco, mentre diviene più deciso, leggermente salato, talvolta con una punta di piccante, quando raggiunge una maggiore stagionatura. Il disciplinare ne consente la produzione in diverse tipologie: semigrasso, semigrasso con aggiunta di erbe aromatiche (ginepro, cumino selvatico, ecc.), magro, misto vaccino-caprino. Grazie alle sue radici etimologiche, che lo rendono fortemente rappresentativo della zona di produzione (la Valle d’Aosta, appunto), nell’ottobre del 1995 il Vallée d’Aoste Fromadzo ha ottenuto, sulla Gazzetta Ufficiale, il riconoscimento di Denominazione di Origine (DO) e, il 1° luglio dell’anno successivo, è stato iscritto nel registro delle DOP europee.