Popolazione e storia
Gli antichi menù che si possono reperire negli archivi appartenevano alla gastronomia dei ceti più alti e non rispecchiano quindi le abitudini del popolo legate agli ortaggi, al cavolo, al pane di segale e ad alcuni formaggi. La cucina dei ricchi è sempre stata molto varia, avendo accolto elementi della gastronomia Romana, Sabauda (dall' XI sec.), Francese e Svizzera. Le legioni romane che s’istallarono nel territorio della Valle d'Aosta portarono le loro tradizioni alimentari legate prevalentemente alla caccia e all'uso dell'orzo nelle zuppe, e sempre a quell’epoca risale l'introduzione della coltivazione della vite. Il vino in Valle d’Aosta è sempre stato abbondante, e perciò ha accompagnato piatti dalle usanze provenienti d’Oltralpe, come le trote di torrente fatte friggere nel burro con l'aggiunta di erbe aromatiche, oppure consumate in carpione, cioè conservate sotto aceto.
In Valle d’Aosta nei tempi più remoti il pane si distingueva in bianco e nero, mentre la carne fresca è stata a lungo un alimento raro. Qui si è sempre macellato il maiale per ricavarne salami, salsicce, lardo e sanguinacci indispensabili a superare l'inverno. Per tradizione in Valle d’Aosta è importante anche la selvaggina preparata in "civet", cotta con il vino rosso aromatizzato da molte spezie e erbe.
Terra di allevamento del bestiame e di produzione di latte, dal Medioevo questa regione è famosa per i formaggi, e simbolo di questi è certamente la fontina.
Anche la noce è un prezioso frutto che i valdostani hanno saputo utilizzare al meglio, soprattutto per produrre l'olio di noci. Per dolcificare soprattutto nel passato si ricorreva al miele, che colato sulle castagne bollite formava il più semplice dei dessert. I rigori invernali hanno anche imposto una tradizionale bevanda, il vin brulé alla gressonara: vino cotto con dadini di pane nero, burro, zucchero, cannella, chiodi di garofano e noce moscata, e poi passato al colino. Un’altra bevanda importante per le sue qualità digestive è il caffè alla valdostana, miscela bollente composta da caffè e grappa.
Arte e natura in Valle d'Aosta
Aosta, il capoluogo della regione, è una città fondata dai Romani nel 25 A.C. Della città romana conserva l'impianto urbanistico, la cinta muraria, e numerose vestigia tra cui l'Arco di Augusto, la Porta Praetoria, il vasto teatro e il criptoportico forense. Importanti sono anche le testimonianze medievali, prima fra tutte la Collegiata di Sant'Orso con il suo prezioso chiostro romanico.
Anche il resto della regione conserva importanti testimonianze del passato, sia con significativi resti della presenza romana, sia con i suoi numerosi e importanti castelli medievali.
Autentico "passaggio a Nord-Ovest", la Valle d'Aosta è da sempre un importante punto di transito. Attraverso i suoi valichi, in primo luogo i colli del Grande e del Piccolo San Bernardo, sin dal neolitico l'uomo ha valicato le Alpi nei due sensi.
Tra le numerose le fortificazioni che l'uomo ha eretto nei secoli per controllare il passaggio attraverso la valle, merita un posto di rilievo l'imponente Forte di Bard, divenuto ora un apprezzato polo culturale dopo importanti lavori di ristrutturazione.
Autentico tetto d'Europa, la Val d'Aosta ospita le più alte montagne delle Alpi.
Fra le oltre 20 vette che superano i 4.000 m, ricordiamo il Monte Bianco (4.810 m), il Monte Rosa (P.ta Dufour, 4.634), il Cervino (4.478) e il Gran Paradiso (4.061).
Il massiccio del Monte Bianco svetta grandioso sul verde delle Prealpi della Savoia. Grazie alla Funivia dei Ghiacciai, che collega Courmayeur a Chamonìx, oggi chiunque in un paio d’ ore può compiere l’ intera spettacolare traversata. Il Monte Bianco è la cima più alta delle Alpi: è il “Tetto d’ Europa”. Contrariamente alle località più alla moda che si stendono ai piedi del Monte Bianco (Courmayeur, Chamonix, Saint-Gervais e Megève), ci sono pareti e ghiacciai del Monte Bianco dove ci si sente in un luogo del tutto remoto. Diversamente da altre montagne, il Monte Bianco si fa ammirare da tutti i versanti con decine di sommità che superano i 4000 metri. Per apprezzare le dimensioni del Monte Bianco, bisogna salire in funivia fino ai belvedere affacciati sopra i suoi fianchi: il Chécrouit sul lato italiano, il Brevent sul lato francese. Inoltre, con la realizzazione della funivia dei ghiacciai che collega Courmayeur a Chamonix passando per i 3800 metri dell’ Aiguille du Midi, anche il turista meno preparato può addentrarsi nel cuore del massiccio del Monte Bianco passando davanti alle pareti di granito del Grand Capucin e sfiorano il Tacul. Il Monte Bianco visto così è davvero “l’ ottava meraviglia del mondo”.
L'altezza media della regione è di oltre 2.100 metri e solo il 20% della sua superficie è al di sotto dei 1.500 m. Il 59% del territorio si situa fra i 1.500 e i 2.700 m, mentre il 21% è al di sopra di tale quota che rappresenta il limite sfruttabile a pascolo.
Escluso lo sbocco del fondo valle, le catene di monti che la delimitano non scendono mai sotto i 2.000 metri, mentre per lunghi tratti rimangono al di sopra dei 3.000.

Crema di Cogne con tegole. 


43 Fiore D'Etè 2011.